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Laccordo del Comune di Roma con gli istituti di credito
Finanziamenti agevolati,
Arrivati alla scelta finale dei
lavori da eseguire sulle parti comuni, per i condomini arriva fatalmente il momento di
affrontare il problema dei costi. Si tratta di una questione spinosa, poiché la spesa da
sostenere è senza dubbio molto impegnativa, per cui può accadere che, pur essendoci un
sostanziale accordo circa la necessità di effettuare le opere di manutenzione, ci sia
qualcuno tra i proprietari che ritiene eccessivamente oneroso far fronte alle bollette
maggiorate.
Come sciogliere, allora, il dilemma lavori sì, lavori no? La soluzione può
essere quella di chiedere un prestito finalizzato alla ristrutturazione. La strada
più conveniente da seguire, in casi come questo, è quella di un finanziamento
erogato a favore di tutto il condominio, optando possibilmente per un mutuo
chirografario. Si tratta di un prodotto che, rispetto al mutuo ipotecario,
consente di risparmiare almeno quattro milioni di lire di costi vivi, in
quanto non ci sono ipoteche e, dunque, non cè la parcella del notaio e vengono
ridotti allosso i costi dovuti alla perizia e allistruttoria. Tutto ciò,
però, presenta il classico rovescio della medaglia: vengono infatti erogate somme
limitate e la rateizzazione può avere una durata massima di cinque anni.
Una chance in più per i romani
Per chi abita a Roma e ha intenzione di rifare il look al proprio palazzo, poi,
cè una possibilità in più: quella di ricorrere ai mutui agevolati previsti in
base ad unintesa raggiunta tra il Comune e 15 istituti di credito. Si tratta di
mutui chirografari per i quali è stato fissato un tasso particolarmente conveniente: il
5,60% fisso, che si riduce al 3,60% grazie ad un contributo di due punti sugli interessi a
carico delle casse comunali.
Tra gli altri punti previsti dallintesa, quello della durata massima di cinque anni
e lobbligo delle rate mensili. Il finanziamento, inoltre, sarà erogato solamente al
termine dei lavori, servirà cioè per saldare la ditta, e per questo motivo le spese
accessorie sono ridotte al minimo: solamente 500000 lire per listruttoria,
mentre non è richiesta la perizia, in quanto farà fede la dichiarazione firmata dal
direttore del cantiere.
La pratica, infine, avrà tempi davvero strettissimi: il finanziamento, infatti, deve
essere deliberato entro venti giorni dal momento della presentazione dalla domanda.
Il calcolo
del rimborso
Il condominio può chiedere alle banche un prestito al tasso già vantaggioso del 5,60%
in base allimporto documentato dei lavori sulle parti comuni. Ma non è finita. Sul
70% della spesa preventivata per lavori che comportino obbligatoriamente (ma non solo)
il rifacimento delle facciate, il Campidoglio concede (direttamente alla banca) un
contributo capace di abbattere il tasso di interesse pagato dal condominio dal 5,60 al
3,60%. Un esempio: per una spesa complessiva di 400 milioni di lire, il condominio
restituirà (grazie allintervento comunale) 280 milioni (70% del totale) al tasso
del 3,60% e i restanti 120 al tasso del
Il Comune di Roma ha però fissato un tetto alla somma rimborsabile al tasso del 3,60%:
350 milioni per i condomini fino a 50 appartamenti. La somma potrà essere aumentata
di 7 milioni di lire per ciascun alloggio nei condomini dove esistano più di 50 unità
immobiliari. Ciò significa che per un importo totale dei lavori pari a 600 milioni, solo
350 godranno del tasso stracciato, mentre sui residui 250 milioni la banca richiederà il
tasso del
LA
DOCUMENTAZIONE CHIESTA DALLE BANCHE
Per le richieste di
finanziamento dei condomini, ciascuna banca ha messo a punto moduli e procedure proprie.
Ecco, per fare un esempio, la procedura predisposta dalla direzione della Banca di Roma.
Questa la documentazione che sarà richiesta dalle singole agenzie:
Richiesta di finanziamento
firmata dallamministratore del condominio.
Copia autenticata dal notaio
del verbale dellassemblea di condominio che ha dato il via libera ai lavori e
approvato la richiesta di finanziamento, con lelenco degli eventuali condòmini che
non intendono chiedere il prestito.
Preventivo di spesa approvato dallassemblea.
Copia dello stato di riparto delle spese approvate in base alle quote millesimali.
Elenco dei condòmini (nome, cognome e codice fiscale).
Sottoscrizione dei moduli sulla privacy da parte dei soli condòmini che richiedano il finanziamento.
Presentazione della fattura a saldo dei lavori conclusi entro il 30 novembre 1999.
Termine ultimo per presentare la domanda: 30 giugno 1999.
Per avere i soldi
Possono chiedere il prestito
tutti i condomini che decidono di ristrutturare e risistemare le parti comuni, a partire
dalla facciata. Va però evidenziata una condizione irrinunciabile: è indispensabile
che il condominio installi, se non ce lha già, lantenna centralizzata (sia
essa normale o parabolica). Questo è un obbligo assoluto: il prestito non si potrà
ottenere, infatti, se il direttore dei lavori non attesterà che tra gli interventi
effettuati cè, appunto, la centralizzazione del sistema di ricezione televisivo.