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Un futuro senza piombo

 

"Un futuro senza piombo"
uno studio a cura della
Fondazione Filippo Caracciolo
Fondazione Filippo Caracciolo

Introduzione, sintesi e conclusioni dello Studio

La Direttiva 98/70 sulla qualità della benzina e del combustibile diesel
Lo Studio affronta un tema di grande attualità: l'attuazione della Direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. Meglio conosciuta come "Auto Oil", questa prevede il divieto di commercializzazione, nei Paesi UE, delle benzine contenenti piombo dal 1° gennaio 2000. L'Italia, avvalendosi della facoltà di chiedere una proroga prevista dall'art. 3 della direttiva, dopo aver chiesto inizialmente un periodo di tre anni, ha ottenuto, insieme a Spagna, Portogallo, Grecia e Francia per le Regioni oltremare, uno proroga di soli due anni.

Situazione italiana del parco circolante
Sulla base delle risultanze dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, in Italia le autovetture non catalizzate al 31/12/1998 ammontavano a 16,6 milioni di unità circa, di cui 4,9 milioni immatricolate anteriormente al 1984, per le quali non appare ipotizzabile altra soluzione che la rottamazione, in quanto si tratta di veicoli con caratteristiche tali da rendere impossibile l'uso della benzina senza piombo e degli additivi. Erano 3,7 milioni i veicoli non catalizzati immatricolati dal 1984 al 1987 che teoricamente potrebbero circolare, previo adattamento, aggiungendo additivi in sostituzione del piombo e intervenendo sulla regolazione dell'anticipo. Ammontavano, infine, a 8 milioni circa, i veicoli immatricolati tra il 1988 e il 1992, il cui motore può essere alimentato con benzina senza piombo, nel senso che possono parimenti "circolare" ma comunque producendo, in quanto privi di marmitta catalitica, emissioni nocive nell'ambiente.

AUTOVETTURE A BENZINA CIRCOLANTI NELLE REGIONI AL 1998
SECONDO LA DATA DI IMMATRICOLAZIONE

. TOTALE AUTO A BENZINA TOTALE AUTO NON CAT. % SU TOT. BENZ. ANTE 84
NON CAT.
%SU TOT. BENZ 84 - 87
NON CAT.
% SU TOT. BENZ. 88 - 92
NON CAT.
% SU TOT. BENZ
Piemonte 2.311.967 1.232.852 53,3 318.108 13,8 258.817 11,2 655.927 28,4
Valle d'Aosta 102.339 41.664 40,7 9.285 9,1 9.251 9,0 23.128 22,6
Lombardia 4.687.395 2.441.983 52,1 567.497 12,1 529.449 11,3 1.345.037 28,7
Trentino-
A. A.
423.965 212.315 50,1 37.227 8,8 47.292 11,2 127.796 30,1
Veneto 2.415.334 1.306.305 54,1 275.023 11,4 318.531 13,2 712.751 29,5
Friuli- V.G. 508.587 262.393 51,6 61.947 12,2 57.889 11,4 142.557 28,0
Liguria 752.259 401.363 53,4 105.335 14,0 79.634 10,6 216.394 28,8
Emilia R. 2.168.661 1.139.208 52,5 236.569 10,9 268.065 12,4 634.574 29,3
Toscana 1.897.406 975.893 51,4 221.597 11,7 200.060 10,5 554.236 29,2
Umbria 439.662 266.249 60,6 75.305 17,1 63.294 14,4 127.650 29,0
Marche 750.773 430.848 57,4 104.205 13,9 104.428 13,9 222.215 29,6
Lazio 2.788.468 1.725.981 61,9 564.561 20,2 364.206 13,1 797.214 28,6
Abruzzo 582.245 359.140 61,7 111.697 19,2 78.285 13,4 169.158 29,1
Molise 120.737 81.538 67,5 29.278 24,2 17.470 14,5 34.790 28,8
Campania 2.497.916 1.935.996 77,5 848.317 34,0 455.232 18,2 632.447 25,3
Puglia 1.539.952 1.131.066 73,4 411.577 26,7 276.955 18,0 442.534 28,7
Basilicata 211.013 146.458 69,4 56.324 26,7 30.186 14,3 59.948 28,4
Calabria 759.416 530.896 69,9 217.161 28,6 103.942 13,7 209.793 27,6
Sicilia 2.234.229 1.552.160 69,5 608.208 27,2 322.981 14,5 620.971 27,8
Sardegna 734.436 437.767 59,6 127.161 17,3 87.831 12,0 222.775 30,3
ITALIA 27.926.760 16.612.074 59,5 4.986.384 17,9 3.673.796 13,2 7.951.894 28,5

 

Al 31/12/1999 il parco circolante autovetture non catalizzato, secondo le risultanze tratte dal PRA, è così articolato:

ante '84: 4.127.000

1984-87:3.268.000

1988-92:7.800.000

La più elevata concentrazione di autovetture a benzina con piombo, rispetto a quelle alimentate a benzina senza piombo, è nelle Regioni del Mezzogiorno : 67,5% in Molise ; poco meno del 70% in Basilicata, Calabria e Sicilia ; 77,5% in Campania. Si tratta delle Regioni con più basso reddito familiare e dove per lo più si è in possesso di una sola autovettura per nucleo familiare.

DISTRIBUZIONE REGIONALE DELLE AUTOVETTURE CIRCOLANTI
ALIMENTATE A BENZINA (anno 1998)

REGIONI AUTO
non catalitiche*
AUTO
catalitiche*
TOTALE AUTO
a benzina
%
non catalitiche
/totale
Piemonte 1.232.852 1.079.115 2.311.967 53,3
Valle d'Aosta 41.664 60.675 102.339 40,7
Lombardia 2.441.983 2.245.412 4.687.395 52,1
Trentino-Alto Adige 212.315 211.650 423.965 50,1
Veneto 1.306.305 1.109.029 2.415.334 54,1
Friuli-Venezia
Giulia
262.393 246.194 508.587 51,6
Liguria 401.363 350.896 752.259 53,4
Emilia Romagna 1.139.208 1.029.453 2.168.661 52,5
Toscana 975.893 921.513 1.897.406 51,4
Umbria 266.249 173.413 439.662 60,6
Marche 430.848 319.925 750.773 57,4
Lazio 1.725.981 1.062.487 2.788.468 61,9
Abruzzo 359.140 223.105 582.245 61,7
Molise 81.538 39.199 120.737 67,5
Campania 1.935.996 561.920 2.497.916 77,5
Puglia 1.131.066 408.886 1.539.952 73,4
Basilicata 146.458 64.555 211.013 69,4
Calabria 530.896 228.520 759.416 69,9
Sicilia 1.552.160 682.069 2.234.229 69,5
Sardegna 437.767 296.669 734.436 59,6
ITALIA SETTENTRIONALE 7.038.082 6.332.425 13.370.507 52,6
ITALIA CENTRALE 3.398.970 2.477.339 5.876.309 57,8
ITALIA MERIDIONALE ED ISOLE 6.175.022 2.504.922 8.679.944 71,1
ITALIA 16.612.074 11.314.686 27.926.760 59,5

* Valutazioni ACI Valori provvisori
Fonte: ACI- Statistiche automobilistiche: valori provvisori

 

 

Definizione degli obiettivi
La Direttiva Europea nasce dalla necessità di migliorare la qualità dell'aria. La sua applicazione, tuttavia, va effettuata secondo modalità che consentano all'utenza un passaggio non traumatico, graduale e guidato da un'opportuna azione politica.
Lo Studio, pertanto, ha privilegiato l'aspetto delle valutazioni di convenienza per l'utente, partendo dall'analisi delle situazioni relative al parco circolante nel nostro Paese ed evidenziando gli effetti che le varie linee d'azione già sperimentate o ancora da sperimentare, possono avere sull'intera collettività nazionale.

Metodologia adottata e risultati
Lo Studio si compone di tre parti. Nella prima si approfondiscono gli aspetti socio-economici della Direttiva attraverso l'analisi di impatto macroeconomico e l'analisi costi-benefici.
La seconda parte dello Studio affronta le problematiche tecniche ed ambientali connesse all'inquinamento da autotrazione, illustrando brevemente le diverse azioni intraprese anche in sede comunitaria. Viene altresì approfondito l'aspetto relativo all'introduzione di biocarburanti e di additivi.
La terza parte dello Studio contiene un complesso di proposte per un programma di sostegno, basato sui risultati acquisiti, in grado di raggiungere il duplice obiettivo di migliorare la qualità dell'aria e di rinnovare il parco circolante con oneri non eccessivi per l'utenza, in coerenza con le scelte di fondo operate dalla Direttiva.
In particolare le politiche evidenziate sono le seguenti:

per i veicoli immatricolati sino a tutto il 1983, pari attualmente a circa 4,1 milioni, è da escludere, senza ombra di dubbio, che possano continuare a circolare utilizzando a lungo la benzina senza piombo. E' assolutamente necessario, per questa categoria di auto, favorire una ulteriore accelerazione nel processo o di sola rottamazione o di sostituzione con veicoli catalizzati, per eliminarli dal parco circolante entro la scadenza del 31 dicembre 2001.

per i veicoli immatricolati tra il 1984 e il 1987 pari oggi a circa 3,2 milioni, si ritiene che debbano comunque essere progressivamente sostituiti con veicoli catalizzati, in quanto è pur vero che tali veicoli potrebbero circolare con additivi (sui quali lo Studio evidenzia alcune problematiche) e qualche intervento sul motore, ma rimangono forti dubbi sia riguardo al costo degli additivi stessi che sulla composizione delle emissioni. L'auto non catalizzata, infatti, non è in grado di abbattere le emissioni di sostanze nocive come HC, CO, NOx;

per i veicoli immatricolati dal 1988 al 1992, pari attualmente a circa 7,8 milioni, si può dire che possono "tranquillamente" essere alimentati con benzina senza piombo, ma valgono le obiezioni di cui sopra quanto alle emissioni.

Rimane dunque l'unico vantaggio della eliminazione del piombo, ma resta invariato l'aspetto relativo a tutte le altre emissioni inquinanti che nelle vetture specificamente progettate per la benzina senza piombo sono trattenute, appunto, dalla marmitta catalitica.
Soluzioni alternative, quali quelle consistenti nell'accelerazione della messa sul mercato di biocarburanti (contenenti additivi più ecologici, quali ETBE) secondo la Delibera del CIPE del 19 novembre 1998, adottata sulla scia degli accordi di Kyoto, e comunque previste dalla stessa Direttiva 98/70, come obiettivi di medio/lungo periodo, non appaiono verosimilmente praticabili entro la scadenza ultima fissata al 31 dicembre 2001.
In ogni caso argomento decisivo è quello che tiene conto delle finalità che la Direttiva si propone di realizzare. Questa, infatti, perseguendo l'obiettivo di migliorare la qualità dei carburanti, mira alla costituzione di un parco circolante interamente catalizzato a livello Europeo.
Pertanto, sulla base delle predette considerazioni, le proposte di incentivi per una rapida sostituzione del parco non catalizzato sono le seguenti:

interventi sul prezzo di acquisto dell’auto nuova (a cui possono aggiungersi sconti da parte delle singole case costruttrici e/o degli stessi concessionari) incentivando maggiormente gli acquisti di auto nuove di minore cilindrata e minori consumi;

azzeramento delle imposte connesse ai trasferimenti della proprietà per l'acquisto di un'auto usata purché dotata di marmitta catalitica allo scarico con sonda lambda a controllo elettronico, fermi restando i controlli periodici di manutenzione previsti dalla Legge;

interventi sui costi della transazione (IVA, imposta di registro, costi di immatricolazione, ecc.) a prezzo di vendita invariato o, in aggiunta, a sconti effettuati su iniziativa delle case costruttrici/concessionari;

interventi atti a favorire la sola rottamazione dell’auto usata senza sostituirla con una nuova.

L'adozione delle misure proposte dallo Studio della Fondazione Caracciolo consentirebbe di raggiungere, non senza qualche sacrificio per i cittadini, i seguenti risultati:

giungere alla data di entrata in vigore della Direttiva (1° gennaio 2002) avendo completato la sostituzione dei veicoli non catalizzati immatricolati prima del 1984 (non in grado di circolare con benzina verde) e possibilmente di quelli immatricolati tra il 1984 e il 1987 (che necessitano, per continuare a circolare, di interventi meccanici e/o dell'utilizzo di additivi nel carburante) nonché avendo ridotto in misura significativa la quota di auto non catalizzate immatricolate dopo il 1987;

continuare l’intervento anche dopo l’entrata in vigore della Direttiva, fino alla completa sostituzione delle auto circolanti non catalizzate, da ottenersi in un arco di tempo significativamente inferiore a quello derivante dal naturale processo di sostituzione determinato dal mercato.

L’attuazione della Direttiva rappresenterebbe, pertanto, la prima tappa di un programma di incentivi che nel suo complesso risulterà più vasto ed articolato di quello già attuato nel 1997-98.
La completa sostituzione delle autovetture a benzina con piombo, a cui si accompagnerebbe anche una riduzione in valore assoluto del parco circolante, grazie alla rottamazione senza sostituzione di una parte delle autovetture più vecchie, permetterebbe alla collettività di beneficiare non soltanto dei fattori positivi di carattere ambientale cui la Direttiva fa riferimento, ma anche dei vantaggi indiretti che il processo di ringiovanimento del parco auto di fatto comporterebbe. Essi riguardano in particolare la maggiore sicurezza ed il minor consumo energetico per chilometro percorso, che le automobili della generazione attuale sono in grado di garantire, in misura molto maggiore rispetto a quelle in circolazione, tecnicamente obsolete.
Una politica di incentivi, mirata ed equilibrata secondo le indicazioni fornite, favorirebbe da un lato la collettività e l'ambiente, dall'altro produrrebbe effetti positivi non solo sul PIL ma anche sull'occupazione, senza contare le entrate aggiuntive nel Bilancio dello Stato, riferite alla fiscalità gravante sull'acquisto dei veicoli.

 

La pubblicazione può essere fornita, nei limiti della disponibilità, ad Enti di Ricerca, Università ed Operatori Economici inviando un fax al numero 0649982860.

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