Risultati della prima fase del progetto di valorizzazione e promozione delle imprese associate alla CNA che operano in modo specializzato nella manutenzione e nel refitting nautico, con l'obiettivo di contribuire in modo concreto alla visibilità e ad una più ampia fruizione di una rete qualificata di assistenza post vendita nel comparto della nautica da diporto, fornendo nel contempo all’utenza adeguate garanzie di affidabilità, qualità, trasparenza nell’esecuzione dei lavori.
I dati statistici e le tendenze del mercato nautico individuano nel “Refit & Repair” del parco natanti attualmente circolante nell’area mediterranea grandi potenzialità di sviluppo, che si ritiene possano, almeno in parte, sostituire il fatturato derivante dall’acquisizione delle nuove barche, che la crisi ha fortemente depresso nel corso di questi ultimi anni e che ben difficilmente potrà tornare ai volumi “pre crisi”, quantomeno nel medio termine.
Lo scenario italiano e internazionale lascia quindi prefigurare per la manutenzione ordinaria e il refit interessanti prospettive, che vanno tuttavia consolidate e incentivate con azioni coordinate capaci di far emergere la rete dei servizi specializzati già esistente, la sua dislocazione territoriale e il suo grado di professionalità, soprattutto per quanto riguarda i piccoli cantieri che “servono” un mercato di piccole e medie imbarcazioni, e non soltanto i soggetti affermati e ben noti che garantiscono il service ai grandi yacht.
La prima fase di questo progettio era rappresentata dalla definizione di un contratto tipo sia per attività di manutenzione ordinaria che per la manutenzione straordinaria/refitting con l'obiettivo di proporre alle imprese associate del settore l’accettazione su base volontaria di alcuni principi e regole minime di ordine comportamentale e metodologico per quanto riguarda l’organizzazione e l’esecuzione dei lavori.
In sostanza uno standard contrattuale che possa venir recepito dalla potenziale utenza/committenza come un “valore aggiunto”, quindi atto a promuovere e a consolidare i rapporti tra cantiere e committente. I modelli messi a punto nei mesi scorsi sono frutto del lavoro di un qualificato gruppo tecnico costituitosi a livello nazionale e composto da imprenditori del settore e coordinato da Luca Sampietro, delegato nazionale per la nautica di CNA, ed affrontano tutti gli aspetti di ordine giuridico/civilistico. In fase iniziale si ritiene base sufficiente per questo progetto di valorizzazione quanto elaborato in termini contrattuali, senza escludere tuttavia che in futuro gli standard di riferimento possano riguardare anche aspetti tecnici e quelli a più precisa valenza ambientale e di ecosostenibilità.
Questi standard contrattuali sono stati ispirati dalla volontà di tenere in equilibrio l’offerta al cliente/committente di una serie di elementi di affidabilità e trasparenza (durata dei lavori, tempi di consegna, sicurezza del lavoro, rispetto delle normative ambientali, ecc.) con la parallela esigenza di fornire allo stesso cantiere specializzato elementi per una propria maggior tutela sul piano contrattuale (tempi di pagamento, procedure in caso di insolvenza, gestione delle controversie, ecc.), prevedendo anche specifiche forme di arbitrato in caso di contenzioso.
Ora il prodotto di questo lavoro di gruppo viene messo a disposizione delle imprese associate affinché possano valutarlo e, auspicabilmente, condividerlo, con l'obiettivo che esso diventi un valore di riferimento per la gestione contrattuale dell’attività di “service” nautico.
Nel frattempo a livello nazionale CNA sta per avviare contatti finalizzati alla promozione e valorizzazione di questi modelli contrattuali presso i potenziali clienti e le loro rispettive rappresentanze associative (armatori, comandanti, cantieri, consorzi di distretto, ecc.) con l’obbiettivo finale di arrivare a proporre in modo organico una “rete” di riferimento delle imprese CNA del comparto “Refit & Repair”.


