Una parte non trascurabile dei risultati economici raggiunti dalla capitale negli ultimi anni è riconducibile alla scommessa vinta nel puntare su eventi e strutture culturali. Questo clima fertile ha favorito la nascita e lo sviluppo di imprese che hanno contribuito in modo sostanziale alla crescita economica del territorio e creato nuova occupazione. Si può dunque parlare di economia della cultura e dello spettacolo come di un comparto permanente e strutturato del nostro sistema produttivo.
Questo universo, come il resto dell’economia nazionale, è largamente composto da piccole imprese e da micro-imprese oltre che da specialisti e professionisti, che sostengono con il loro lavoro e con la loro passione i prodotti del cinema, del teatro, della produzione televisiva e più in generale dello spettacolo e delle attività culturali.
Le imprese che operano nell’economia della cultura sono però spesso collocate all’interno di una concezione effimera e passeggera della produzione culturale, e subiscono quindi quotidianamente una sottovalutazione del valore e del peso economico che esse rappresentano.
La CNA di Roma al contrario è sempre stata convinta che tutta questa rete di imprese rappresenti per l’economia di Roma e del Lazio una opportunità da sostenere, con le sue eccellenze di valore mondiale e con un diffuso livello qualitativo, con migliaia di occupati, con alti livelli di specializzazione e avviati processi di internazionalizzazione.
Nel giugno del 2010 l’Associazione ha dunque deliberato la costituzione di CNA Cultura e Spettacolo, un nuovo soggetto di rappresentanza unitario e complesso, legato a più filoni culturali, che superando la frammentazione della tutela sindacale dei singoli comparti e maestranze contribuisca a dare dignità a questo settore. L’iniziativa costituisce un progetto pilota nato sotto l’egida di CNA nazionale e finalizzato a costituire un modello da replicare in futuro sul territorio nazionale.


