Beni artistici in cerca di restauratori; piccole aziende a corto di commesse e lavoratori a caccia di opportunità. Il mercato del restauro è di fatto fermo
A Roma e provincia, calcola la Cna di Roma su dati del CRESME, nel 2011 sono state aggiudicate appena 26 gare contro le 32 del 2009, con una riduzione del 18% degli importi. Le amministrazioni non hanno risorse da investire nella manutenzione di beni artistici. Il risultato: numero di bandi e aggiudicazioni in caduta libera negli ultimi anni. Eppure il mercato del restauro offre grandi opportunità all’economia del territorio. Sono circa 400 le imprese del settore iscritte alla Camera di Commercio capitolina e di queste almeno due terzi sono impegnate nel restauro di opere d’arte sottoposte a tutela.
Molto rappresentativa è anche la realtà del Lazio, soprattutto nei lavori pubblici di restauro che riguardano superfici decorate e beni mobili di interesse storico e artistico per importi superiori a 150mila euro realizzabili da imprese attestate con la qualifica “SOA nella categoria OS2”. In questo settore, un’impresa italiana su quattro è del Lazio, per un totale di oltre 160 aziende e di queste, quasi nove su dieci sono di piccole e medie dimensioni.
“Quello del restauro è un settore fondamentale per garantire un adeguato livello di valorizzazione e manutenzione dei nostri monumenti, con ricadute dirette nel comparto del restauro e indirette nel turismo, nella cultura e nello spettacolo - dice Alessandro Maruffi, presidente Cna costruzioni e restauro Roma-. Eppure si assiste negli ultimi anni a una progressiva riduzione delle risorse destinate alla riqualificazione e al recupero del patrimonio artistico e culturale del territorio”. Secondo le elaborazioni della Cna di Roma, gli importi a base d’asta dei bandi di gara, negli ultimi tre anni, si sono ridotti del 25%, passando dai 91,3 milioni di euro del 2007 ai circa 68 del 2011.
Roma, 1 febbraio 2012


