Home ›› Studi & Ricerche ›› Studi e Ricerche CNA ›› Settore benessere: a Roma un'impresa su due è abusiva
A Roma il fenomeno dell’abusivismo nel settore dell’acconciatura e dell’estetica ha raggiunto negli ultimi tempi, complice anche una congiuntura economica sfavorevole, dimensioni estremamente allarmanti
Da un'analisi sui dati Infocamere, elaborati dalla Cna di Roma, emerge che se da un lato in provincia di Roma, vi sono circa 7.700 imprese regolari del benessere, di cui circa 6.200 del settore acconciatura e 1.500 estetica, dall’altro si stima che il numero delle attività abusive ed irregolari raggiunge una percentuale del 47%: circa 3.500 attività realizzerebbero dunque ogni giorno una vera e propria concorrenza sleale nei confronti delle imprese in regola.
E’ infatti evidente che il rapporto tra costi/ricavi tra i diversi operatori è impari: un abusivo, non adempiendo a nessun obbligo fiscale, può effettuare un servizio fino al 50% in meno di un operatore in regola. Anche i numeri sugli operatori del settore danno l'idea del fenomeno a dir poco allarmante.
Basta considerare che dalle scuole professionali di Roma e Provincia, circa 60 in tutto, ogni anno si qualificano oltre 1.500 nuovi lavoratori, di cui solo il 57% trova un'occupazione regolare.
E' ragionevole pensare che i restanti, dopo aver frequentato per tre anni una scuola professionale, intraprendano l'attività abusivamente. Se a questi aggiungiamo dipendenti poco professionali che, fuori dall’orario di lavoro, svolgono servizi a domicilio del cliente, possiamo avere un'idea della dimensione del fenomeno.
Non è un problema da poco, specie considerando i danni che queste attività illegali possono comportare alle imprese che lavorano rispettando le regole e anche alla salute dei cittadini. Igiene, sicurezza e qualità delle prestazioni non sono sempre garantite dagli abusivi perché il loro lavoro sfugge alle maglie dei controlli amministrativi, sanitari e fiscali, comportando inoltre notevoli rischi per la salute dei consumatori.
Controlli che, invece, sono attuati con regolarità nei confronti degli operatori che svolgono la propria attività in modo trasparente, dopo aver superato tutti i percorsi di formazione teorica e pratica. A fronte di tutto questo sarebbe auspicabile che le autorità competenti adottassero misure urgenti per contrastare il dilagare del fenomeno, mentre le associazioni di categoria devono farsi promotrici di campagne di sensibilizzazione rivolte agli organi pubblici chiedendo drastiche misure per la repressione dell'abusivismo.



