Home ›› Studi & Ricerche ›› Studi e Ricerche CNA ›› Auto: insieme alle immatricolazione, diminuiscono anche le imprese del settore
La crisi dell’auto fa tremare anche il settore autoriparazione a Roma e Provincia con uno scenario presente e futuro che non ispira ottimismo
E’ sufficiente uno sguardo ai dati sull’andamento della consistenza numerica del comparto per avere un’idea dell’entità della crisi. Negli ultimi otto anni, da un’elaborazione della Cna sui dati del Registro Imprese, emerge che il numero delle imprese attive è diminuito del 13%, passando dalle 6.320 unità del 2000 a 5.504 del 2008 e della stessa percentuale sono diminuiti anche gli addetti: da 15.168 a 13.210. Le ragioni di questo trend negativo sono molteplici e sicuramente interagenti tra loro.
Alcune sono di carattere internazionale, altre di natura strettamente economica perché l’apertura di un’officina comporta costi enormi dal punto di vista degli investimenti in macchinari e tecnologia, che un solo imprenditore riesce a sobbarcarsi con difficoltà, specie in periodi di “credit crunch”. Altro problema è la struttura d’impresa che deve avere un minimo di due-tre dipendenti per offrire diversi servizi in tempi accettabili e sopportare i costi aziendali.
Se pensiamo, infatti, al “parco auto” che un’officina deve avere per produrre utili dobbiamo immaginare un minimo di 550 - 600 vetture, con un costo medio a riparazione di circa 500 euro l’anno. Numeri difficilmente raggiungibili in tempi di crisi economica. Ma un altro tema cruciale per il sistema delle imprese dell’autoriparazione è relativo all’accesso alle informazioni tecniche necessarie per effettuare interventi di manutenzione e riparazione di qualità sugli autoveicoli in circolazione.
Il Decreto Monti scadrà nel 2010 e con questo l’obbligo delle case costruttrici di dare informazioni tecniche alla filiera. Si tratta di una materia estremamente importante per il comparto dell'after-market (post-vendita) indipendente: senza le informazioni tecniche delle case costruttrici il settore non è messo nelle condizioni di poter operare al meglio. Per questo motivo la Cna ha chiesto al Governo di aprire un Tavolo politico per preparare le proposte italiane per una nuova e più efficace Direttiva Europea che miri a promuovere e facilitare la circolazione delle informazioni tecniche da parte delle case costruttrici.
A fronte di una situazione generale così difficile e complessa per il settore, che l’attuale crisi economica amplifica in modo pericoloso, l’auspicio è l’introduzione di una serie di interventi mirati alla categoria delle piccole imprese che operano nel settore dell’autoriparazione, come l’abbassamento dell’Iva sulle riparazioni o l’introduzione di misure di sgravio fiscale, ma anche incentivi per impianti di Gpl e metano nel post-vendita.



