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Pubblicata il 16 febbraio scorso, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, la direttiva entrerà in vigore il prossimo 15 marzo e il testo fissa come termine di recepimento il 16 marzo 2013
Di seguito la sintesi delle nuove disposizioni.
- Gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o - solo in circostanze del tutto eccezionali - entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese. Le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua.
- Le imprese hanno il diritto di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
- Il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
- Per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique.
- Viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese.
- Gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento rapido
Gli Stati membri hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.
L'accordo, presentato al Parlamento come un "emendamento consolidato" alla relazione dell'eurodeputata tedesca Barbara Weiler, ha ricevuto l'appoggio di massima da tutti i gruppi politici ed è stato approvato a larghissima maggioranza con 612 voti a favore, 12 contrari e 21 astensioni.
I Commenti
Il provvedimento «darà una migliore protezione ai creditori, nella maggior parte dei casi le Piccole e medie imprese - ha sottolineato il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso - nel rispetto della libertà dei contratti». Barroso, che si è congratulato con l'Aula per il lavoro svolto, ha sottolineato l'importanza di questo regolamento tanto atteso dalle Pmi, definite «il settore più importante della nostra economia».
Per il Commissario europeo all'Industria Antonio Tajani la direttiva: «consentirà di dare alle imprese, specialmente quelle medie e piccole, nuova liquidità e di offrire loro una maggiore protezione contro gli abusi».
«Le attività imprenditoriali sono fortemente ostacolate dai debiti o dai ritardati pagamenti, che spesso costituiscono la causa per il fallimento di imprese altrimenti redditizie» ha dichiarato Raffaele Baldassarre, Vice Presidente della Commissione giuridica del Pe e co-relatore del testo votato.
«Questa direttiva - ha aggiunto Baldassarre - costituisce una proficua misura anticiclica e un supporto alle aziende, soprattutto alle Pmi, stabilendo termini certi e sanzioni adeguate per favorire le potenzialità dei pagamenti della Pubblica amministrazione italiana, che registra ritardi assolutamente superiori rispetto al resto d'Europa, a danno del nostro sistema produttivo».
Per Debora Serracchiani «il voto del Parlamento europeo sulla lotta ai ritardi nei pagamenti può essere un'occasione buona per far cambiare rotta alla Pubblica amministrazione e rilanciare gli investimenti nel nostro Paese. L'Italia non è l'unico Paese in cui si paga in ritardo ma da noi i contraccolpi di questo stato di cose stanno avendo effetti drammatici in particolare sul sistema delle Pmi, che subiscono dilazioni di parecchi mesi da parte dei committenti pubblici. La recente forte denuncia lanciata dall'Ance (Associazione nazionale costruttori edili, ndr) è sintomatica di una situazione divenuta insopportabile e per quale si deve trovare uno sbocco, a pena di una stagnazione nella crisi».



